27/08/2007
Strategia operativa: SPREADS
Si ha una strategia operativa mediante spreads quando si assumono posizione su due o più opzioni dello stesso tipo.
Spread a rialzo:
Uno degli spreads più diffusi è lo spread al rialzo o bull spread. Può essere creato comprando una call con un certo prezzo d’esercizio e vendendo una call con un prezzo d’esercizio più alto. Entrambe le opzioni sono scritte sullo stesso titolo ed hallo la stessa scadenza. Questa strategia è illustrata in figura. Dato che il prezzo di una call diminuisce sempre al crescere del prezzo d’esercizio, il valore dell’opzione venduta è sempre minore del valore dell’opzione comprata. Pertanto uno spread al rialzo creato con le call richiede un investimento iniziale. Le strategia mediante spread al contrario delle precedenti limitano sia i profitti che le perdite. Si possono distinguere 3 tipi di bull spread:
- entrambe le calls sono out of the money
- una call è in the money mentre l’altra out of the money
- entrambe le call sono in the money.
Gli spread al rialzo più aggressivi sono quelli del primo tipo, passando dal tipo 1 al tipo 2 e dal tipo 2 al tipo 3 gli spread diventano meno rischiosi.
Esempio entrambe le call out of the money:
Prendiamo come sottostante l’indice S&P MIB che vale 39 915, compriamo un opzione per il mese prossimo con strike a 40 500 e ne vendiamo una con strike a 42 000, la prima costa 605 €, mentre la seconda 118 €. Se il prezzo dovesse andare a 41 000 (tra la prima e la seconda opzione) guadagniamo 500€ (41 000-40500) esercitando l’opzione 1 + altri 118 € dalla vendita della opzione 2 meno 605 che è il premio pagato per la prima opzione per un totale di 13€. Se non avessimo venduto la seconda opzione saremmo andati in perdita perché esercitando l’opzione avremmo guadagnato 500 euro ma persi i 605 del premio quindi una perdita di 105 €, questo a causa della diminuzione del valore temporale. Se il prezzo sale a 43 000 sopra ad entrambe le opzioni, noi compriamo il sottostante a 40 500 con la prima call e lo rivendiamo a 42 000 con la seconda call. Con un guadagno di 1500 € a cui vanno aggiunti 118 e tolti 605 per un totale di 1013. Avremmo guadagnato di più comprando solo la prima call, però questo sistema limita i profitti e 1500 euro nel nostro caso è il limite, ma come vedremo tra poco limita anche le perdite.
Supponiamo ora che il prezzo cali al posto che aumentare. Non ci interessa di quanto cali l’importante è che vada sotto i 40 500 che è lo strike dell’opzione comprata a questo punto troviamo il limite di perdita pari a (605 – 185 ) 487 € che è la differenza tra i due premi delle opzioni. Che non verrebbero esercitate.
Esempio una call in the money e una out of the money:
Il sottostante è sempre l’indice S&P MIB quotato oggi a 39 915.
Compriamo una call per il mese prossimo a 39 500 al prezzo di 1 085€ e vendiamo una call sempre per il mese prossimo a 40 500 al prezzo di 605 €. Vediamo cosa succede al variare del prezzo:
Il prezzo sale a 40 200, guadagniamo (40 200 – 39 500 ) 700 € + 605 € - 1 085 €= 220 €, come prima se non avessimo venduto la seconda call saremmo andati in perdita. Supponiamo ora che il prezzo superi entrambe le call, noi compriamo a 39 500 e rivendiamo a 40 500 con un guadagno di 1 000 € + 605 – 1 085 = 520 €. Questo è il nostro limite di guadagno non ci importa quanto salirà l’indice noi guadagneremo sempre 520 €.. Mentre viceversa se l’indice dovesse scende sotto i 39 500 noi compreremo a
Lo spread al rialzo può anche essere costruito comprando una put con prezzo di esercizio basso e vendendo una put con prezzo di esercizio alto. A differenza degli spread al rialzo mediante calls gli spreadd al rialzo mediante puts comportano, per l’investitore, un incasso immediato ed un valore finale negativo o nullo.
Spread a ribasso:
Chi mette in atto uno spread al rialzo si augura che il prezzo dell’azione salga mentre chi costruisce uno spread al ribasso si augura che il prezzo scenda.
Così come per lo spread al rialzo, lo spread al ribasso si ottiene acquistando una call con un certo prezzo d’esercizio e vendendo una call con un altro prezzo d’esercizio. Tuttavia nel caso del bear spread il prezzo d’esercizio della call acquistata è maggiore del prezzo d’esercizio della call cenduta. Un bear spread mediante calls comporta un incasso immediato dato che il prezzo della call venduta è maggiore del prezzo della call acquistata. A differenza degli spread al ribasso cratei mediante calls,, gli spread al ribasso creati mediante puts comportano, per l’investitore, un esborso iniziale. In sostanza l’investitore ha comprato una put con un certo prezzo d’esercizio ed ha deciso di rinunciare a parte dei possibili profitti vendendo una put con prezzo d’esercizio minore. In cambio dei profitti cui ha rinunciato, l’investitore riceve il prezzo dell’opzione venduta.
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RIAPERTURA BLOG
Il blog riapre con nuovi articoli per imparare ad utilizare le opzioni.
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18/08/2007
Blog chiuso per ferie fino al 27 Agosto
Il blog resterà senza post la prossima settimana, fino a lunedì 27 Agosto.
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16/08/2007
Strategie operative con opzioni e azioni
Esistono diverse strategie operative che combinano un’opzione con l’azione sottostante. Nella figura che trovate cliccando qui sono riportati i profitti e le perdite di queste strategie.
FIGURA a:
Il portafoglio è composto da una posizione lunga su un’azione e da una posizione corta su una call. La strategia d’investimento rappresentata da questo portafoglio è detta “vendita di una call coperta”. In questo caso si tende a minimizzare il rischio di perdere limitando però il profitto. Ad esempio simuliamo di comprare a marzo 100 azioni FIAT a 18 € per un controvalore di 1800€, ci aspettiamo che per maggio il prezzo raggiunga i 20 €, quindi vendiamo 100 opzioni call su fiat con scadenza a maggio strike 20 €, il loro prezzo è 0,23 che moltiplicato x 100 da il controvalore di 23€, che incassiamo, vediamo ora cosa accadrà alla scadenza delle opzioni.
Scadenza opzione “at the money”:
Il prezzo delle FIAT a maggio raggiunge 20 € quindi l’opzione scadrà “at the money” noi guadagneremo 2 euro per azione (20-18) quindi 200 € + 23 € del premio delle 100 opzioni che non verranno esercitate dall’acquirente per un guadagno totale di 223€.
Scadenza opzione “in the money”:
Il prezzo del sottostante a maggio supera la nostra previsione e sale a 22 €, in questo caso noi venderemo le nostre fiat a 20€ a colui o coloro che avevano acquistato le nostre opzioni guadagnando così 200 € (2 euro a azione) + 23€ del premio delle opzioni per un totale di 223€: Avremmo guadagnato di più se NON avessimo venduto le call, infatti avremmo venduto a 25€ con un guadagno di (22-18=4€ x 100) 400 €.
Scadenza opzione “out of the money” con prezzo finale del sottostante maggiore del prezzo di carico.
Supponiamo ora che le fiat alla scadenza delle opzioni valgano 19€ più del prezzo a cui le avevamo in carico (18), ma meno del prezzo di strike dell’opzioni (20), incassiamo quindi 1 euro azione per un controvalore totale di 100 euro + i 23 euro delle opzioni che non saranno esercitate.
Scadenza opzione “out of the money” con prezzo finale del sottostante minore del prezzo di carico.
In questo caso ci troviamo di fronte a una perdita, le fiat anziché salire a 20 sono scese a 16. Perdiamo 2€ ad azione (18-16) quindi 200 euro totali però abbiamo incassato i 23€ del premio delle opzioni che avevamo venduto quindi -177€. Avremmo però potuto minimizzare ulteriormente le perdite vendendo le azioni appena sotto il valore di carico, ad esempio 17.80 (-1%) così avremmo perso 2€ per ogni azione quindi 23€ e guadagnato 23€ euro dal premio delle opzioni per una perdita totale a 0€.
Questo sistema ci permette di ridurre notevolmente le perdite fino ad azzerarle, ovviamente questa riduzione del rischio ci porta a una riduzione anche del profitto che è limitato al prezzo di strike dell’opzione meno il prezzo di carico più il premio dell’opzione quindi, come nell’esempio sopra, strike:20-prezzo di carico: 18-premio: 0.20 totale profitto massimo: 20-18+0.20= 2.20€ ad azione. Non sembrerebbe molto vantaggioso se non approfondito bene l’argomento. Al posto di 100 azioni supponiamo di acquistare 10 000 azioni per un controvalore di 180 000€. Nel primo caso il guadagno sarebbe di 22 300€, nel secondo caso sempre 22 300 €, nel terzo caso 12 300 € e nell’ultimo caso perdita circa 0. Questo metodo ci permette quindi di poter amplificare i guadagni investendo di più, molti broker permettono la marginazione fino al 5%, perciò si deve investire il 5% e il resto lo mette la banca quindi con 5000€ si va a investire per un controvalore di 100 000€.
FIGURA c:
Lo stesso discorso può essere fatto con l’acquisto di azioni e l’acquisto di puts (figura b) anziché la vendita di calls in questo caso si dice acquisto di una put difensiva. In questo caso se noi compriamo le solite 100 FIAT a 18 euro per un totale di 1800 e compriamo 100 putss con strike a 18 con scadenza sempre a maggio che costano 0.75€ per un totale di 75€. In questo caso fissiamo la perdita a 75€, ma non fissiamo il guadagno che è virtualmente illimitato. Perché nel caso in cui il prezzo sale oltre i 18 abbiamo un guadagno da parte delle nostre azione, ma perderemo il premio delle azioni cioè 90€, se viceversa il prezzo scende sotto i 18 noi venderemo le nostre azioni a 18 realizzando una perdita 0 sulle opzioni, ma perderemo i 90€ del premio pagato per le opzioni. Fissando la perdita diminuiamo però i guadagni di 75 €, quindi inizieremo a guadagnare se l’azione supera i 18.75 €, l’azione deve fare più del 4% entro maggio per iniziare a guadagnare. Le puts svolgono un ruolo di assicurazione, si può usare questo metodo quando si pensa ha dei motivi di salirà notevole per i prossimi due mesi, ma la situazione globale del mercato è a rischio o in situazioni di alta volatilità, perciò se la caduta del mercato non si realizza e il mercato prosegue senza problemi noi avremmo ridotto del 4% i nostri guadagni, nel caso però del crollo del mercato noi siamo protetti dalle puts e quindi usciremo perdendo solo i 75€ del premio delle puts.
FIGURA b:
Un’altra strategia è vendere allo scoperto le azione e comprare calls, è l’esatto opposto di comprare azioni e puts, solo che in questo caso puntiamo al ribasso e le calls funzionano da assicurazione. Vendiamo 100 FIAT, incassiamo (18x100) 1 800€, compriamo 100 call scadenza a maggio strike 18 che costano 0.75 per un totale di 75€. Se il prezzo scende a 16 noi compriamo le azioni a 16 con un guadagno di 2 € ad azione, per un guadagno su 100 azioni di 200€ - 75€ del premio delle 100 opzioni, guadagno totale di 135 €, se l’azione viceversa sale noi venderemo le nostre 100 FIAT all’acquirente delle calls ad un prezzo paria 18€ perdendo solo il premo dell’opzione.
FIGURA d:
E’ l’esatto opposto della figura A. Prendiamo una posizione corta su azioni e su puts, in questo caso speriamo che il mercato scende con le stesse conseguenze della figura A, limitiamo il guadagno al valore di strike della puts - valore sottostante + prezzo della puts.
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14/08/2007
Proprietà delle Opzioni
I fattori che influenzano i prezzi delle opzioni:
- Il prezzo corrente del sottostante
- Il prezzo di esercizio
- La vita residua
- La volatilità del prezzo dell’azione
- I dividendi attesi durante la vita dell’opzione
Prezzo sottostante e prezzo di esercizio:
Il valore di una call esercitata è pari alla differenza tra il prezzo dell’azione ed il prezzo d’esercizio. Pertanto le calls valgono di più de cresce il prezzo dell’azione e valgono di meno se cresce il prezzo di esercizio. Per le puts viceversa il valore finale è pari alla differenza tra il prezzo d’esercizio e il prezzo dell’azione. Pertanto le puts valgono di meno se cresce il prezzo dell’azione e valgono di più se cresce il prezzo d’esercizio.
Vita residua:
Si consideri ora l’effetto della data di scadenza. Le calls e le puts americane valgono di più al crescere della vita residua. Per capire il motivo si considerino due opzioni che differiscono tra loro solo per la scadenza. Chi possiede l’opzione con la vita residua maggiore ha tutte le opportunità di esercizio del possessore dell’opzioni con la vita residua minore e altre ancora. Pertanto, l’opzione con la vita residua più lunga deve valere almeno quanto l’opzione con la vita più breve.
Volatilità:
Si può dire che la volatilità misura l’incertezza circa il futuro comportamento del prezzo di un titolo. Al cresce della volatilità cresce la probabilità che la performance del titoli risulti molto brillante o molto modesta. Per chi possiede un titolo questi due risultati tendono a compensarsi tra loro. Non è così per chi possiede una call o una put. Chi ha una call trae beneficio dai rialzi di prezzo ma ha un rischio inferiore limitato, perché in caso di ribasso il massimo che può perdere è il prezzo dell’opzione. Analogamente chi ha una put tra beneficio dai ribassi ma ha un rischio inferiore limitato in caso di rialzo sempre perché la limite perde il premio dell’opzione. Pertanto il valore delle calls e puts aumenta al crescere della volatilità.
Dividendi:
I dividenti fanno diminuire il prezzo delle azioni nel giorno di stacco. SI tratta di una cattiva notizia per il valore delle calls e di una buona notizia per il valore delle puts. Pertanto la relazione tra il valore di una call e l’importo dei dividendi attesi è negativa mentre la relazione tra il valore di una put e l’importo dei dividenti attesi è positiva. I prezzi delle opzioni solitamente scontano già i dividendi.
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13/08/2007
Possibili posizioni con opzioni
Esistono quattro possibili posizioni sui mercati delle opzioni: posizione lunga su call, posizione corta su call, posizione lunga su put, posizione corta su put. Una posizione lunga su call significa comprare una call con una previsione rialzista del mercato, si paga inizialmente il premio dell’opzione e si guadagna quanto più il prezzo del sottostante supera lo strike dell’opzione, si ha quindi una perdita limitata (premio), ma un guadagno virtualmente illimitato. Essere corti su una call significa vendere una call quindi si ha una prospettiva ribassista del mercato e si intende incassare il premio dell’opzione, in questo caso si fissa il guadagno massimo (il premio), ma la perdita può essere virtualmente illimitata.
Lo stesso discorso vale ribaltato per le puts.
Scrivere un’opzione equivale ad assumere una posizione corta sull’opzione.
Clicca qui per vedere i grafici delle possibili posizioni con opzioni
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11/08/2007
Opzioni americane & europee.
Esistono due tipo di opzioni: americane, esercitabili un qualsiasi giorno prima della scadenza ed europee, esercitabili solo al giorno di scadenza. Le opzioni scadono il terzo venerdì del mese, sono negoziabili fino alla chiusura del giorno precedente, mentre nel venerdì di chiusura bisogna inoltrare l’ordine al proprio broker se si intende esercitare l’opzione. Le opzioni su azioni sono di tipo americano, mentre quelle sugli indici sono di tipo europeo. Con le opzioni su azione avviene lo scambio fisico del sottostante, quindi se esercitiamo 1000 opzioni call su enel ci verranno consegnate 1000 azioni al prezzo dello strike. Per le opzioni che invece hanno come sottostante indici non avviene la consegna fisica del sottostante, ma viene dato il guadagno in soldi. Se ad esempio abbiamo una call a 38 000 con sottostante S&P MIB e quest'ultimo alla scadenza quota 40 000, ci verrano dati 5000 € pari a 2000 punti.
ESEMPIO CON OPZIONE AMERICANA:
Supponiamo di avere una call su enel con strike a 8 euro e scadenza ottobre 2007. Se l'azione Enel ad agosto quoterà 10 €, io posso esercitare subito l'opzione facendone richiesta al proprio broker (la banca che offre il servizio di trading con opzioni)
ESEMPIO CON OPZIONE EUROPEA:
Supponiamo di avere una call su S&P MIB, con strike a 38 000 scadenza ottobre 2007. Se l'indice a settembre quota 40 000 io non posso esercitare l'opzione e guadagnare 2000 punti, al massimo posso rivenderla e guadagnare la differenza del premio rispetto a quando l'ho comprata. La potroò esercitare solo alla scadenza, quindi il 3 Venerdì di ottobre 2007.
Le condizioni contrattuali delle opzioni su azioni non vengono aggiustate in occasione dello stacco dei dividendi. Però vengono aggiustate in occasione delle assegnazioni gratuite, dei frazionamenti e delle emissioni di nuove azioni a pagamento. Lo scopo dell’aggiustamento è quello di mantenere invariate le posizioni del compratore e del venditore del contratto.
14:20 Scritto da: hobbyborsa | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
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Introduzione, Cosa sono le opzioni?
COSA SONO LE OPZIONI:
L'opzione è un contratto stipulato tra il venditore e l'acquirente. Questo contratto da il diritto, ma NON IL DOVERE all'acquirente di comprare o vendere (call/put) un sottostante, a una certa data, ad un determinato prezzo. Esistono due tipi di opzioni: calls e puts Una call da il diritto di comprare l’attività sottostante ad un certo prezzo, entro una certa data. Una put da al detentore il diritto di vendere l’attività sottostante ad un certo prezzo, entro una certa data.
ESEMPIO TIPO DI CONTRATTO (opzione con sottostante l'indice S&P MIB):
Tipo di opzione: PUT (Diritto a vendere al prezzo dello strike)
Scadenza: 08/07 (agosto 2007, le opzioni scadono il 3° Venerdì del mese)
Strike: 38 000 (Prezzo al quale venderemo il sottostante alla scadenza se eserciteremo l'opzione)
Prezzo: 220 (per le opzioni sugli indici si misurano in punti, per quelle sulle azioni in euro, nel caso dell' indice S&P MIB per calcolare il valore in euro bisogna moltiplicare il valore in punti per 2,5, quindi il prezzo in euro sarebbe di 550)
In questo caso abbiamo il diritto a vendere(opzione put) a 38 000 (vlaore di strike) il 3 Venerdì del mese di agosto 2007 (Scadenza), il sottostante S&P MIB. Quindi guadagneremo se alla scadenza il sottostante varrà meno di 38 000. Ad esempio se il sottostante vale 36 000, noi eserciteremo il diritto a vendere a 38 000, quindi compreremo il sottostante a 36 000 e lo rivendermo immediatamente a 38 000, guadagnando 2000 punti che sarebbero 5000 €. Da questo guadagno dobbiamo però togliere il prezzo del premio pagato che è pari a 550 €, quindi il guadagno totale sarebbe 4 650€. Se invece il sottostante alla scadenza varrà più di 38 000 noi non eserciteremo l'opzione, perchè l'opzione è un diritto, ma non un dovere, quindi perderemo solo il premio pagato, pari a 550 €. Comprando opzioni si ha quindi una possibilità di guadagno illimitata, a fronte di una perdita massima pari al prezzo dell'opzione.
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10/08/2007
Apertura scuola di opzioni
Questo blog è gemellato con il blog http://hobbyborsa.myblog.it/ e insegnera con semplicità cosa sono le opzioni, come funzionano, le varie strategie operative semplici e complesse. Chiunque ha conosciuto le opzioni si è subito accorto che sono nettamente meglio delle azioni o di altri derivati. Con le opzioni si può guadagnare quando il mercato sale, quando scende e addirittura quando sta fermo. Molti hanno paura ad usarle perchè hanno un effetto leva e quindi "sarebbero più rischiose" delle azioni. Seguendo il corso scoprerete che non è affatto così, anzi con le opzioni si può gestire il rischio e scegliere il grado di rischio che si vuole avere. Si possono creare posizioni che sono molto meno rischiose che il semplice acquisto di azioni. Ovviamente il corso sarà GRATUITO e svolto solo per passione. Quindi perchè andare a spendere un sacco di soldi (anche oltre 1000 €) per corsi o materiale quando qui potrete avere tutto gratis? Il corso partirà da 0 per chi non sa proprio niente sulle opzioni fino ai più complicati calcoli del valore dell'opzioni con formula di Black & scholes, binomiale, calcolo delle greche....
18:41 Scritto da: hobbyborsa | Link permanente | Commenti (1) | Segnala | OKNOtizie |
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